lunedì 26 giugno 2017

Gewürztraminer



Una distesa di Gewürztraminer allevato con le tipiche pergole sudtirolesi


Per questo, si tratta di un vino molto apprezzato e che ben si accosta a diversi piatti della tradizione gastronomica italiana ed internazionale, esaltandone i sapori e i profumi.

Gewürztraminer: zona di produzione e vitigni

Il Gewürztraminer è un vino prodotto nella provincia di Bolzano e nel Sudtirolo; con probabilità la sua origine precisa va però ricercata nella zona del paese di Termeno (in tedesco, Tramin), dal quale trae il suo nome. Il termine “gewürz”, invece, significa “aromatico”, “speziato”: non è infrequente perciò incontrare una versione italiana del nome di questo vino, conosciuto anche come “Traminer Aromatico” o, semplicemente, Traminer.
Sembra che già attorno all’anno 1000 venisse coltivato in questa zona geografica un “antenato” delle attuali uve, che si differenziarono tuttavia nel tempo per il colore della
buccia, che assunse una tonalità più rosa-grigiastro, e acquisendo una più spiccata aromaticità.
Nonostante il Gewürztraminer sia un vino molto apprezzato, la sua diffusione è limitata a causa della scarsità di zone vocate alla sua coltivazione, ed all’incertezza dei raccolti legata ai fattori climatici. Le uve infatti devono crescere e maturare in zone caratterizzate dal clima freddo, e in questo senso le aree collinari e di montagna sono il luogo ideale. Tuttavia, la scarsità e la variabilità delle produzioni di anno in anno costituiscono un ostacolo col quale i produttori di Gewürztraminer devono costantemente fare i conti. In questo senso la zona di origine è vincolante:
spostando la produzione verso zone più calde, e quindi climaticamente più favorevoli, si otterrebbe infatti solo una maturazione anticipata delle uve, senza che in esse si
gewurztraminer
possano sviluppare le componenti aromatiche che caratterizzano il vino; per questo, tutti i tentativi di produzione del Gewürztraminer in zone climaticamente più temperate sono destinati ad un inevitabile fallimento.

Diversi altri tipi di Traminer, fra cui varianti rosé e rosse, sono comunque coltivati in altre zone collinari italiane, soprattutto in Friuli Venezia Giulia. In Trentino Alto Adige sono presenti ben due Denominazioni di Origine Controllata: il Trentino DOC (istituita nel 1975) e l’Alto Adige DOC (istituita nel 1985), al quale si riferisce specificamente il termine “Gewürztraminer”.
Il Gewürztraminer si ottiene dunque dalle uve prodotte dal’omonimo vitigno, i cui grappoli sono di piccole dimensioni e presentano acini di un bel colore rosato. Queste viti crescono bene su terreni collinari esposti al sole. La resa in uva per ettaro per
l’Alto Adige DOC è di 120 quintali, mentre la resa massima dell’uva è del 70%.

Caratteristiche organolettiche e chimiche del Gewürztraminer

Il colore del Gewürztraminer è un bel giallo paglierino, che può diventare di una gradazione più carica fino a raggiungere tonalità dorate e color ottone. Il profumo è intenso, persistente ed aromatico, dalla dolcezza che richiama quella delle uve di origine e che in sé racchiude odori di lavanda, rosa, spezie e canditi, ma anche di fiori d’arancio e chiodi di garofano. Il sapore è gradevolmente aromatico e pieno, ma anche asciutto, morbido ed equilibrato. Gli aromi rimangono piacevolmente in bocca anche dopo diverso tempo, lasciando un retrogusto fortemente aromatico ed intenso.
Dal punto di vista chimico, la gradazione alcolica finale del Gewürztraminer è di 11.5°, mentre l’estratto secco netto minimo è del 16 per mille.

Modalità di servizio e abbinamenti del Gewürztraminer

Il Gewürztraminer va servito a temperature di circa 12-14°C, stappandolo qualche minuto prima. Va servito in calici abbastanza ampi, che permettano di raccogliere e far percepire i profumi sprigionati dal vino.


I cibi da abbinare al vino Gewurztraminer
Il Gewurztraminer è un vino molto corposo, che non va usato con piatti cremosi. E’ un vino che sposa bene con il piatto francese per eccellenza, il foie gras, soprattutto se proviene da una vendemmia tardiva e ha un buon residuo zuccherino. Con il Gewurztraminer si può abbinare lo speck perché questo vino va d’accordo con i cibi affumicati. Nella sua regione d’origine trova abbinamenti perfetti con i salumi del Trentino Alto Adige come la carne salada e la mortàndela della Val di Non. I canederli con funghi, il Puzzone di Moena e le fondute vanno a nozze con il Gewurztraminer. Il vino Gewurztraminer si può abbinare anche a crostacei nobili e non come l’aragosta, con riso basmati e gamberoni al curry, zuppe di granchio e granchi in tempura.
Il Gewurztraminer con la cucina thai e cinese
Si può usare questo vino associato alla cucina cinese: il riso o i piatti di pesce cinesi, le carni bianche e tutto ciò che è speziato si abbina alla perfezione con il Gewurztraminer. Nella cucina thai tutti gli ingredienti sposano bene con questo vino. Qualche esempio è il Satay di manzo con salsa di arachidi, la Laska di gamberi, l’insalata di uova al curry, il curry di manzo e il pollo al cocco.
Il  Gewurztraminer va a nozze anche con tutti i piatti che possono essere fatti con la
pasta frolla. Quindi racchiusi nella pasta frolla come formaggio caprino, maiale, pesce, astice. Inoltre i più raffinati possono abbinare il Gewurztraminer a piatti a base di tartufo come i passatelli al tartufo. Con le verdure il Gewurztraminer non va con gli asparagi e in generale con verdure verdi e acide ma sposa bene con la zucca e le patate con cui si possono cucinare buonissime vellutate. Con la pasta sono dei must con il Gewurztraminer i piatti della tradizione romana come l’amatriciana o l’amatriciana di pesce e i bucatini cacio e pepe. Per i salumi da accompagnare al questo vino, bisogna scegliere salumi lavorati con spezie morbide.
Infine con i dolci si può abbinare il Gewurztraminer passito fatto da vendemmia tardiva. I dolci adatti a questo vino sono le cheesecake, le crostate e soprattutto la pastiera napoletana.



Birre Lambic - non sono né a fermentazione alta, né a fermentazione bassa


Sono birre tipiche del Belgio, con un gusto specifico molto acido. Le lambic non sono né a fermentazione alta, né a fermentazione bassa, ma a fermentazione spontanea con lieviti selvaggi che sono presenti nell'aria nei dintorni di Bruxelles e nella valle della Senna. È in questi casi che le lambic vengono prodotte. Si possono anche farle fermentare con batteri che agiscono analogamente ai lieviti nel consumo degli zuccheri, producendo alcool e anidride carbonica, producendo aromi unici. Le lambic sono le sole birre che hanno una fermentazione spontanea a lungo termine: da 3 a 6 mesi, sono considerate «giovani», dai 2 ai 3 anni, esse sono considerate «maturate». Le lambic vengono principalmente servite alla spina in alcuni caffè o nei dintorni di Bruxelles. molto raramente vengono messe in bottiglia. Ci sono quattro categorie di birre derivate dalle lambic: «Gueuze», «Kriek», «Framboise» e «Faro». La Gueuze è un assemblaggio di lambic giovani e lambic mature, per stimolare il rinfrescamento. Spesso, come i buoni vini, le Gueuze riposano durante gli
anni in barili. Le marche più conosciute sono: «Mort Subite», «Belle Vue», «Cantillon» e «Saint Louis». Alcune marche più popolari come «Mort subite» e «Saint Louis», non esitano a deviare delle regole ortodosse di mescolanza del lambic, aggiungendo anche degli zuccheri per ammorbidire il gusto delle loro birre. Le Gueuze vengono anche chiamate «Champagne de Bruxelles» (Champagne di Bruxelles) e sono un assemblaggio di lambic giovani e mature. La qualità migliore è spesso raggiunta nei prodotti di «Girardin», «Oud Beersel», «3 Fonteinen», «Cantillon» e «Boon». Le birre al gusto di frutta sono trattate aggiungendo frutti o succhi di frutta al lambic. La più comune variabile è «Kriek», fatta con ciliege (del nord del paese, di Schaarbeek). Altra frutta utilizzata: i lamponi, le pesche, i mirtilli e le albicocche (Fou'foune di Cantillon, molto rare).Per produrre la «Faro», ultima alternativa delle birre lambic, si aggiunge zucchero o caramella ad una lambic per lanciare la seconda fermentazione.
Birre fiamminghe invecchiate scure: La fabbrica di birra Rodenbach ha lanciato questo tipo di birra più di un secolo fa. Per la miscela, si utilizza mosti arrostiti, una fermentazione per mezzo di molte varietà di lieviti a fermentazione alta, ed una coltura di bacilli lattici (comparabile alla fabbricazione di yogurt). La birra riposa in seguito in barili di quercia. Ne risulta una birra abbastanza forte, piacevole a bere, di colore rosso profondo, ed un gusto tipico, acido ed al gusto di frutta.
Birre Ambrate: Le ricette di queste birre sono adattamenti della birra ale britannica (dunque a
fermentazione alta) per il gusto del pubblico belga. Durante gli ultimi venti anni, le birre ambrate sono diventate meno popolari. Quando era ancora prodotta a Mont-Saint-Guibert, la Vieux-Temps era realmente rappresentativa dello stile di birra ambrata del Vallone di Brabant. Oggi, si trovano ancora alcune birre ambrate trattate nel rispetto della tradizione. Capo del mercato, senza dubbio: la «Palm», una birra al gusto molto pieno, quasi appiccicoso. La «De Koninck», chiamato bolleke per via suo bicchiere sferico, è molto popolare tra gli abitanti di Anversa, dove viene prodotta. Un altro esempio originale è Gertrude, una birra ambrata con un'amarezza sostenuta che può essere gustata soltanto nella città medioevale di Nivelles. Generalmente le birre ambrate hanno un contenuto dai 5 a 5,5 % vol. alcolico.
Birre stagionali: Le birre di campagna, sono comparabili alla «Pale Ale», prodotte principalmente in Vallonia. Queste birre sono stagionali, contengono relativamente poco alcool, ed hanno spesso un gusto di frutta che li rende piacevoli da bere nella stagione calda.
Birre da tavola: Queste birre hanno un debole tenore d'alcool (meno dell'1,5%) sono spesso vendute
in grandi bottiglie, ed accompagnano i pasti. Queste birre stanno perdendo popolarità per la crescita delle sode ed acque in bottiglia. Ci sono versioni chiare e versioni scure. Venivano servite nei refettori delle scuole negli anni settanta, alcune organizzazioni si stanno mobilitando per ristabilire questa pratica, considerando le birre di tavola migliori per la salute dei bambini piuttosto che le sode.

venerdì 23 giugno 2017

PERSEO & MEDUSA - IL VINO BIANCO DELL'ISOLA DEL GIGLIO DA 330MILA EURO





All’uomo di Shanghai  il vino da 330mila euro 
Il misterioso imprenditore cinese si aggiudica due bottiglie all’asta mondiale. Il bianco battuto dall’isola in diretta streaming davanti a 604 appassionati.
ISOLA DEL GIGLIO. Nasce tra i vigneti a strapiombo sul mare del Giglio il vino più
costoso al mondo: per 330. 000 euro è stata appena battuta ad un’asta una coppia – indivisibile – di bottiglie che contengono il nettare. Si chiama Perseo & Medusa. È un bianco. Ed è il primo vino del globo che entrerà in un fondo di investimento targato Jp Morgan o Morgan Stanley. Top sommelier e grandi estimatori, non temete: può essere anche bevuto il frutto delle uve della zona di Capel Rosso che, sarà perché c’è il faro, è uno dei luoghi più evocativi dell’isola. Un vino così, del resto, non poteva servire solo a inseguire profitti: sarebbe stato quasi blasfemo. «Un vino deve dare soprattutto emozioni», dice Pier Paolo Giglioni, l’imprenditore-inventore di Perseo & Medusa. Senese, ma con il cuore sull’isola di fronte all’Argentario, 41 anni, Giglioni – che di
mestiere vende casali agli stranieri in Val d’Orcia – ha appena tolto il velo dalla prima annata di produzione, presentata alcune settimane orsono al Giglio.
PERSEO & MEDUSA
Ansonica in purezza, il vino è il risultato della vendemmia 2014, tant’è che è stato affinato 24 mesi. Seicento bottiglie, confezionate a coppia in una valigetta. Quindi, 300 lussuosi cadeaux: non di più, né il prossimo anno né in futuro perché questa, e in generale quella del Giglio, è una viticoltura in cui si possono imbattere solo viticoltori “eroici”. I pendii scoscesi, a picco sul mare, fanno sì che «non si possa raggiungere i vigneti con mezzi
meccanici – spiega Giglioni – Infatti la raccolta dell’uva è fatta a mano. Si tratta di una produzione non incrementabile, il cui valore è destinato a salire».
LA BATTUTA
L’asta – a numero chiuso – si è svolta al Giglio nella hall sul mare dell’hotel Arenella. In palio solo la coppia di bottiglie numero 3: la prima è andata omaggio al sindaco Sergio Ortelli; la seconda a un anonimo. La selezione dei partecipanti alla vendita è frutto di quattro anni di lavoro, spiega Giglioni, al cui progetto hanno collaborato due produttori locali, Giovanni e Simone Rossi dell’azienda vinicola gigliese La Fontuccia. In sala, un centinaio di ospiti tra professionisti italiani ed europei, immobiliaristi, collezionisti e
appassionati mondiali di beni di lusso; collegati in diretta streaming da ogni parte del mondo, altri 604 grandi investitori pronti a fare un’offerta. Battitore d’eccezione, l’americano Beau Toskich, direttore di Iveco Usa, guru mondiale della comunicazione competitiva, e con cachet «da mille euro al minuto», scherza, non si sa quanto, Giglioni. Le proposte arrivano dagli ospiti che siedono nella hall, ma anche da Hong Kong, New Delhi, Honolulu, Miami, Dubai. Con un’offerta da 300.000 euro, sembra ad un passo da aggiudicarsi il round Luis Lopez, principe del foro di Madrid, in sala con la moglie. E invece l’affare gli sfuma perché la mitica n. 3 va a un investitore di Shanghai, il cui nome è top secret.
FINANZA ED EMOZIONI
Il 50% della produzione entrerà in un fondo di investimento che sarà “composto” da azioni, obbligazioni, metalli preziosi e... vino eroico dell’isola. Giglioni avrebbe potuto destinare lì il 100% del suo vino: non l’ha fatto. «Oggi – dice – è più probabile che aumenti di valore un vino prodotto eroicamente, che conserva caratteristiche qualitative invariate dai tempi della Roma Imperiale, che un prodotto finanziario». Quindi l’altro
50% si può “possedere”. Si acquista in valigette di lusso da 2 bottiglie del valore di circa 10mila euro: una, impreziosita da un bracciale che si stacca e si indossa, è da stappare; l’altra è da collezionare, con lo spirito con cui si custodisce un quadro d’autore o un gioiello con diamante.
L’IDEA
Giglioni racconta com’è nata questa avventura. È l’alba di una mattina del 2013. Cammina lungo un sentiero che da Giglio Castello porta a Capel Rosso: «Mi affacciai da una scogliera – dice – pensando di vedere il mare sotto di me. E invece vidi un vigneto a strapiombo e un vecchio alto e magro, con il viso solcato da rughe, che cercava di tagliare un rogo con una falce arrugginita. Pensai che la macchia mediterranea non avrebbe mai smesso di provare a riconquistarsi quel vigneto. Pensai che quell’uomo anziano fosse un eroe come Perseo che combatte contro Medusa». Quell’uomo era “Diego” – così lo chiamano sull’isola – e alla
serata-evento non mancava. È uno dei viticoltori eroici gigliesi. Sono rimasti in una
quindicina. Giglioni investirà il dieci per cento dei proventi di Perseo & Medusa in questa tradizione: «Affinché un’eccellenza millenaria non si perda con questa generazione».

Gewürztraminer

Una distesa di Gewürztraminer allevato con le tipiche pergole sudtirolesi Il Gewürztraminer è un vino bianco ed aromatico che nel no...